Da tempo immemore l’uomo utilizza le erbe medicinali che inizialmente crescevano spontanee in tutte le zone del mondo per curare ogni tipo di disagio o malattia. Nel corso degli anni queste pratiche si sono sempre più affinate, fino a diventare un insieme di vere e proprie discipline con fondamenti scientifici provati: la botanica, l’erboristeria, la fitoterapia, la floriterapia, l’aromaterapia
L’utilizzo a scopo curativo e lo studio delle proprietà delle erbe benefiche è stato approfondito in particolar modo negli orti botanici che, a differenza dei giardini nei quali l’aspetto estetico e decorativo la fa da padrone, hanno un impianto decisamente scientifico: si pongono al servizio della ricerca e della conservazione delle specie vegetali, senza trascurare gli obiettivi didattici.

Chi non è mai ricorso ai rimedi naturali contro il mal di gola, la tosse e il raffreddore? (primo fra tutti il meraviglioso propoli, un vero toccasana!) O per riuscire a dormire (valeriana) o a tranquillizzarsi (tiglio)?
La cura tramite le erbe rende la natura nostra amica e alleata contro i disagi comuni (senza essere, ovviamente, al pari delle terapie per chi soffre di problemi più seri) e, a volte, ci aiuta anche solo a vivere dei momenti di piacevole benessere.
È interessante sottolineare che spesso (e soprattutto in alcuni luoghi vicino a Lecco) erano gli ordini monastici a studiare le erbe poiché si occupavano della cura dei malati e dei bisognosi. Uno tra i questi era il centro Fatebenefratelli a Valmadrera, dove l’omonimo ordine di religiosi curava un orto botanico, e al quale abbiamo dedicato un volume dal titolo “Il segreto dell’orto botanico” (per saperne di più clicca qui).
Il valore scientifico degli orti botanici è riscontrabile a una prima occhiata grazie ai numerosi e piccoli cartelli posti vicino a ogni pianta che ne indicano il nome scientifico. Spesso questo nome in latino è stato dato da Linneo, un medico, botanico e naturalista svedese considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi poiché introdusse la nomenclatura binomiale.

Insomma, oltre all’aspetto terapeutico e curativo, è interessante conoscere gli orti e i giardini botanici per comprendere meglio l’origine della medicina e quanto la natura, spesso sottovalutata, sia una grandissima risorsa per tutti noi.