Perché a Lecco si festeggia san Nicolò?

La sua statua dorata che fa da meraviglioso biglietto da visita alla nostra città per chi giunge dal lago, è un omaggio al santo patrono che viene festeggiato il 6 dicembre (il giorno della sua morte). Ma il legame che lo unisce a Lecco è da ricercare proprio nel ruolo che ha giocato il lago nell’economia, nel commercio e nella vita quotidiana del nostro borgo, un tempo importantissimo nodo commerciale di merci e persone nonché scenario di incredibili battaglie.
San Nicolò, infatti, è riconosciuto anche come protettore dei marinai e dei pescatori, attività che si praticava moltissimo sulle sponde del nostro lago e che ne rappresentava un tratto distintivo, tanto da diventare il nome di un rione di Lecco dove era particolarmente praticata: Pescarenico. 

Ma perché a Lecco si regala la mela?

Un’antica leggenda racconta la storia di tre dolcissime ragazzine in età da marito, talmente povere che il padre non poteva permettersi la dote per nessuna di loro. Le piccole sorelline sventurate sarebbero state condannate a una vita di solitudine e povertà se un uomo proveniente dall’Asia Minore non avesse donato loro tre splendide mele d’oro. Quell’uomo era san Nicolò (o Nicola), il vescovo di Myra, una città dell’attuale Turchia. 

Ma come si prepara la mela di san Nicolò?

Per prima cosa si prendono una bella mela rossa e una noce: saranno il corpo e la testa del nostro san Nicolò. Per attaccare la noce alla mela si può usare uno stuzzicadenti o della colla a caldo. Il passaggio successivo, è la decorazione della noce con dei pennarelli indelebili, disegnando due occhietti e una bocca sorridente.
Con del cotone idrofilo si realizzano la barba e i capelli che vanno attaccati con la colla a caldo, per poi aggiungere, come tocco finale, un cono creato con del cartoncino rosso che rappresenta la mitria di san Nicolò.
Le varianti locali sono numerosissime (a volte per testa si usa una noce, altre un mandarino; alcune volte si aggiungono due gusci di noci vuoti diventano delle “manine”, che raccolgono soldini o caramelle…), ma lo spirito che anima questa tradizione è sempre lo stesso: realizzare un dono speciale le persone a cui si vuole bene, con le fattezze di San Nicolò, il patrono dei bambini che arriva da molto lontano.

Tutte queste informazioni e molte altre curiosità da scoprire con i vostri bambini sono presenti nel volume "Il lago e le mele di San Nicolò" di Teka Edizioni.